Effetto tunnel
Cronache della ricerca #405
Il Nobel per la fisica di quest’anno porta alla ribalta l’effetto tunnel, che, detto alla buona, consente alle particelle di superare una barriera teoricamente invalicabile con la propria energia, proprio come se si aprisse un tunnel che lo consente. Succede ad esempio alle particelle alfa che sfuggono da un nucleo di elio. I fisici che hanno vinto il Nobel sono riusciti a riprodurre questa transizione su scala macroscopica, dove in condizioni normali questo passaggio non sarebbe possibile. Meraviglie della fisica quantistica, che potrete capire meglio leggendo l’articolo di Chiara Sabelli.
L’effetto tunnel richiama per analogia tante cose. Da alcune scelte che ti cambiano la vita, agli ostaggi restituiti dai sotterranei di Gaza ai loro cari, alla pace che forse ne seguirà, ai bambini che riprenderanno a mangiare, alla lenta e difficile ricostruzione delle case, dei corpi e delle anime nella “terra del latte e del miele” come in molti altri luoghi di guerra. E a molte altre inaspettate “uscite dal tunnel” che la vita ogni tanto ci regala.
Meccanica quantistica da Nobel, ancora una volta
Martedì 7 ottobre, il comitato Nobel dell’accademia delle scienze svedesi ha assegnato il premio per la fisica 2025 a John Clarke, dell’Università della California Berkeley, Michel Devoret, dell’Università di Yale e John Matthew Martinis dell’Università della California Santa Barbara, per aver dimostrato l’effetto tunnel e la quantizzazione dell’energia a livello macroscopico in un circuito elettrico.
Entrambi questi fenomeni sono previsti dalla teoria della meccanica quantistica, scoperta cento anni fa osservando il comportamento degli atomi e delle loro componenti. I tre scienziati hanno dimostrato che si possono osservare anche in circuiti elettrici costruiti da materiali superconduttori, dispositivi che si possono vedere a occhio nudo. «I tre scienziati misero a punto un esperimento sensazionale, che dimostrò un aspetto fondamentale del comportamento della natura e allo stesso tempo aprì la strada della computazione quantistica basata su circuiti superconduttivi», ha commentato Francesco Tafuri, fisico all’Università di Napoli Federico II dove dirige il Quantum Technologies Lab, che nel 2024 ha presentato il primo computer quantistico italiano, basato su circuiti superconduttivi, sviluppato dal laboratorio stesso. Lo ha intervistato Chiara Sabelli.
La guerra è un’emergenza sanitaria globale
La guerra non è soltanto un fenomeno politico o militare: è una vera e propria emergenza sanitaria globale, come una pandemia. Lo sottolineano in un editoriale pubblicato a fine settembre su Frontiers in Public Health Stefano Orlando (Università di Roma Tor Vergata), Paolo Vineis (Imperial College London) e Pirous Fateh-Moghadam (Azienda Sanitaria di Trento). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le vittime civili nei conflitti sono il 60% del totale. E il bilancio non si ferma alle vittime dirette: una ricerca pubblicata su The Lancet ha stimato 29 milioni di morti in eccesso tra il 1990 e il 2017 a causa degli effetti indiretti dei conflitti, tra cui malattie infettive, malnutrizione e collasso dei servizi sanitari materno-infantili. Luca Carra riprende l’editoriale di Frontiers, che individua due caratteristiche della guerra moderna che spiegano l’altissima percentuale di vittime civili. La prima è tecnologica: droni e armamenti a lunga gittata permettono di colpire da distanze enormi, riducendo l’esposizione diretta dei soldati, e aumentando la distanza morale tra chi combatte e chi subisce le conseguenze. La seconda caratteristica è economica: le armi sono diventate merci come le altre, disponibili sul mercato globale, il che ne banalizza la terribile portata distruttiva, fonte di morte e sofferenza.
Shafi e Somira in viaggio per la libertà. Il cinema contro il silenzio
Il festival di Venezia non ha premiato solo il docufilm La voce di Hind Rajab, che racconta la catastrofe umanitaria di Gaza. Nella sezione Orizzonti ha attribuito il massimo riconoscimento al giapponese Akio Fujimoto per il suo ultimo lavoro, Lost Land, che racconta di due bambini Rohingya in fuga dalle persecuzioni. La popolazione dei Rohingya è una delle più perseguitate al mondo. Originari del Rakhine, territorio della Birmania occidentale al confine con il Bangladesh, sono di religione musulmana sunnita. È un popolo di oltre un milione di persone (sui 50 milioni di birmani), che risiede in Myanmar da secoli, da sempre duramente discriminato per ragioni religiose, sia da parte musulmana, sia buddista. A partire dal 2017, anno caratterizzato dall’acutizzarsi delle violenze, oltre 730.000 Rohingya si sono rifugiati nei campi profughi in Bangladesh; il 60% dei rifugiati sono bambini. Mai così tanti come ora bambini e bambine che scappano da guerre e aggressioni. E il cinema lo racconta. La recensione è di Maurizio Bonati.
La decisione dello zebrafish: tra attenzione e competenza
Dallo stimolo all’azione, dall’input sensoriale al movimento. Due processi basilari, ma tutt’altro che banali se letti con le lenti delle neuroscienze. Perché è nel passaggio dall’uno all’altro che si può capire come uno stimolo generi un’azione coerente, anche se lo stimolo è ambiguo. Vari studi hanno quindi indagato il rapporto tra l’integrazione sensoriale e il decision-making, il processo con il quale un animale decide cosa fare successivamente allo stimolo. Ma vari elementi possono modulare questo processo: capacità cognitive, motivazione, e stato di attenzione. Uno studio recente su questi aspetti realizzato sulle larve di zebrafish ha mostrato che non sempre sbagliano perché lo stimolo è difficile: a volte scelgono di ignorarlo. Lo studio distingue tra focus (quanto restano attente) e competenza (quanto bene usano l’informazione), mostrando che dipendono da fattori genetici e ambientali. Ne scrive Anna Romano su Research4life.
🗓️ L’11 e il 12 ottobre a Bergamo nell’ambito della XXIII edizione di BergamoScienza in corso fino al 19 ottobre e quest’anno incentrata sul tema IN-FORMAZIONE. Dai quanti alla vita, segnaliamo gli interventi dei neuroscienziati Giorgio Vallortigara e Gianvito Martino su L’evoluzione del pensiero, dalle api ai robot (sabato 11, ore 9); di Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service (C3S) e Paolo Cipollini, Ocean and Ice Scientist dell’ESA, su Oceani: il termometro blu del Pianeta (sabato 11, ore 11); del fisico Guido Tonelli, uno dei padri della scoperta del bosone di Higgs, su L’elegante meraviglia del vuoto (domenica 12 , ore11); di Tiziana Cardone, Agenzia Spaziale Europea, e Lorenzo Bruzzone, professore ordinario di Telecomunicazioni all’Università degli studi di Trento su Vivere sulla Luna: un sogno ancora proibito? (domenica 12 ore 15). Qui maggiori informazioni.
🗓️ Il 18 ottobre alle ore 10 a Milano, presso l’Università degli Studi, l’Università di Milano e Fondo Ambiente Italiano inaugurano Aqua Vitae, le Olimpiadi della cultura. Un viaggio tra storia, arte e scienza dedicato all’acqua e alla sua centralità nella vita, nella salute e nella cultura. Qui maggiori informazioni.
🗓️Dal 23 ottobre al 2 novembre è in programma a Genova il Festival della Scienza, 11 giorni di laboratori, mostre, conferenze, spettacoli ed eventi speciali per tutte le età e i livelli di conoscenza. Qui maggiori informazioni.
🗓️Dal 26 al 31 ottobre si tiene ad Agerola (NA) la Scuola di Dottorato INAF Francesco Lucchin, dedicata a From fluffy stars to compact objects: a crossroad for physics and astrophysics e rivolta a studenti di dottorato. Qui maggiori informazioni.
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