Il merito e la scienza
Cronache della ricerca #442
È passato mezzo secolo dall’incidente di Seveso, ma c’è ancora molto da imparare, e da ricordare: l’impreparazione e la superficialità dell’industria sospinta dal miracolo economico ormai in frenata; la paura e lo sradicamento dai luoghi contaminati che forse ha fatto ancora più male della chimica; l’eredità che ha lasciato con le direttive Seveso. Ma soprattutto, dall’angolo visuale della nostra rivista, il ruolo che ha giocato la scienza nel venire a capo dei danni, nel farli valere in tribunale, e nel far avanzare la conoscenza in campo sanitario e ambientale, ponendo le basi di una prevenzione guidata dalle prove. Ne parliamo in questo numero.
Così come parliamo delle ennesime stranezze nel rinnovo delle cariche di enti scientifici, questa volta del CREA, l’ente vigilato dal Ministero dell’agricoltura. Qui la lettera scritta da un gruppo di illustri scienziati (dal premio Nobel Parisi, a Elena Cattaneo a Paola Bonfante), preoccupati dal rinnovo di 12 direttori di centri dell’ente i cui profili non sembrano all’altezza del compito che li aspetta. Bizzarro, per esempio, far dirigere il Centro di genomica e bioinformatica, «una struttura cruciale per il futuro del miglioramento genetico, della biodiversità agraria e delle biotecnologie vegetali», dice la lettera, da un professore di meccanica agraria. «I curricula di alcuni dei nuovi direttori», prosegue la lettera, «sembrano talora riflettere il profilo scientifico di un giovane borsista e non quello di un ricercatore maturo, con livelli di impatto scientifico che in alcuni casi è prossimo a zero».
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A cinquant’anni dal disastro di Seveso: che cosa abbiamo imparato da allora
Ventidue chilometri a nord di Milano, nel cuore della Brianza urbanizzata, tra svincoli e capannoni, c’è un bosco di querce di quarantadue ettari dove la gente porta a spasso il cane e i ragazzi vanno a correre. Si chiama Bosco delle Querce, sta a cavallo dei comuni di Seveso e di Meda, ed è uno dei fiori all’occhiello della politica di forestazione in aree urbane e periurbane lombarde. Ma qui, passeggiando fra le farnie, gli aceri e i carpini, ci si accorge di essere entrati in un pezzo di storia italiana, raccontata dagli 11 cartelli che raccontano l’incidente della nube tossica che il 10 luglio del 1976 fuoriuscì dallo stabilimento Icmesa di Meda, per investire in pieno anche il confinante comune di Seveso. A 50 anni da uno dei più gravi incidenti industriali del nostro Paese, un disastro ambientale che portò alla ribalta i danni da diossina, Luca Carra ne ripercorre la storia, le conseguenze sulla salute della popolazione, così come su animali e piante. Ma soprattutto le eredità scientifiche, di consapevolezza e di resilienza che ha ci lasciato.
Dopo il disastro: le lezioni del passato
Eva Benelli torna su alcune catastrofi ambientali tra le peggiori del secolo scorso: Bhopal, Minamata, Halifax, Scarlino. Pur molto lontane nel tempo e nello spazio, ci possono insegnare qualcosa. Un primo elemento comune è la sottovalutazione sistematica del rischio. Un altro elemento comune è la comunicazione istituzionale tardiva o reticente. Spesso poi c’è la dipendenza economica del territorio dall'impianto responsabile: la ritroviamo a Bhopal e in misura maggiore a Minamata, dove l'azienda rappresentava la principale fonte di occupazione e gettito fiscale. Il che si porta dietro il corollario di interessi contrapposti e di difficoltà per le vittime di farsi riconoscere. Possiamo imparare molto da tutto quello che si mette in moto dopo un disastro: conoscenze, nuove regole, modifiche delle prassi, ma anche la capacità di organizzarsi in difesa dei diritti e della giustizia ambientale.
Le sentinelle anti-educazione sessuale: in difesa delle famiglie o delle proprie ideologie?
Un comunicato apparso il 4 giugno sul sito web dell’associazione Non si Tocca la Famiglia ha celebrato l’approvazione della legge Valditara sul consenso informato per progetti di educazione sessuoaffettiva in ambito scolastico. Vi si legge: «Hanno vinto le famiglie! Hanno vinto, in particolare, quei genitori che ci piace definire “sentinella”, dei veri e propri eroi che in questi lunghi anni hanno vigilato con responsabilità e coraggio affinché fosse rispettato il primato educativo della famiglia».
Ora queste “sentinelle” chiedono al ministro Valditara di assumere ufficialmente il ruolo di guardiani. Ma davvero difendono le famiglie? O non piuttosto le proprie ideologie? La maggioranza delle famiglie italiane non risulta essere contraria all’educazione sessuale a scuola: lo dicono i dati di un’inchiesta di Save the children. Ne scrive Cristina Valsecchi, fresca vincitrice del premio Swim - Science Writers in Italy 2026.
Liste d’attesa in sanità, sono davvero calate?
Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa nel servizio sanitario, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi, per esempio, per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Ne scrive Claudio Maffei, che ha svolto ruoli di Direzione Sanitaria sia presso Aziende Sanitarie Territoriali che presso Aziende Ospedaliere e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.
Le città diventano laboratori per difendersi dal cambiamento climatico
A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale. Ne scrive Stefano Nespor, avvocato, socio fondatore di Greenlex e direttore della Rivista Giuridica dell'Ambiente.
Prendersi una pallottola in testa è un rischio quotidiano per i bambini di Gaza
Il prestigioso premio europeo per la stampa, Distinguished Reporting Award 2026, che riconosce, onora e incoraggia il giornalismo di qualità in tutta Europa, è stato assegnato a «Cosa ci dicono le ferite» di Maud Effting e Willem Feenstra, pubblicato da De Volkskrant, Paesi Bassi, il 13 settembre 2025. In Italia ne hanno dato conto poche testate, per lo più online. Attraverso testimonianze mediche e documentazione clinica, i due giornalisti hanno ricostruito 114 casi di ragazzi e ragazze di età inferiore ai 15 anni colpiti da un singolo proiettile alla testa o al torace nella Striscia di Gaza, molti dei quali non sono sopravvissuti. Sono stati esclusi i casi incerti e quelli colpiti anche in altre parti del corpo, perché è più difficile sostenere l'ipotesi di un colpo mirato. Ne scrive Maurizio Bonati.
Avete davvero rotto... l’atomo
Per fortuna Matteo De Piccoli e Giovanni L. Montagnani hanno appena scritto Avete rotto l’atomo (edito da People, 384 pagine, 18€), un libro dove finalmente il dibattito sull’energia nucleare supera la pericolosa e asfissiante polarizzazione pro-contro. Il sottotitolo è Il libro che NON ti farà cambiare idea sul nucleare. E può essere che gli autori abbiano ragione, purtroppo, perché chiunque sostenga ideologicamente l’adozione a tutti i costi del nucleare, e chiunque faccia il contrario, si troverà forse sommerso da una mole di dati troppo complessi da accettare. Il punto però è che la realtà sul nucleare è articolata e allo stesso tempo affascinante, quindi è davvero un peccato non poterne facilmente parlare e leggere con un approccio laico e disinteressato: questo libro ci dà elementi per stare con i piedi per terra e per ripulire il dibattito dalle troppe scorie ideologiche e integraliste. La recensione è di Jacopo Mengarelli.
Scienza in rete in team con il Mario Negri vince il bando 2026 Journalism Science Alliance
Scienza in rete in team con l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano è tra i vincitori e le vincitrici della seconda edizione del bando internazionale Journalism Science Alliance, finalizzato a sostenere progetti di giornalismo di inchiesta basato su dati scientifici. Scienza in rete e Mario Negri hanno presentato uno dei 25 progetti innovativi che sono stati selezionati tra le 177 candidature pervenute da tutta Europa. Nei prossimi otto mesi, i team affronteranno questioni cruciali che spaziano dai problemi ambientali a questioni di salute pubblica e giustizia. Il progetto di Scienza in rete e Mario Negri si occuperà dei prodotti a base di nicotina per uso orale (nicotine pouches), per sollevare l’attenzione sulla diffusione sempre maggiore di queste alternative ai prodotti a base di tabacco tradizionali, alternative non innocue per la salute, in particolare tra le fasce di età più giovani. I risultati di analisi di laboratorio e inchieste sul campo saranno oggetto di una pubblicazione scientifica, nonché di articoli pubblicati su Scienza in rete e diffusi attraverso tutti i canali disponibili. Qui maggiori informazioni.
Domestici (is back): #22 Basta uno sguardo
Seguire i nostri occhi, cercare il contatto visivo, perfino modificare un muscolo del muso: poche cose raccontano la domesticazione del cane meglio di come ci guarda.
Lo scopriamo nella nuova puntata di “Domestici (is back)”, una rubrica dedicata agli animali che vivono con noi, osservati con gli strumenti della scienza per capirli meglio, curata da Anna Romano.
Iscriviti o seguila su Substack, e facci sapere se ci sono argomenti e temi che vorresti approfondire.
Segnalazioni & Appuntamenti
🏆Con tre articoli, di cui due pubblicati su Scienza in rete (La falsa alternativa alla PMA cerca consensi anche in Europa e Anti-scelta e no-vax: affinità elettive o matrimonio combinato?) e uno su Univadis (L’educazione sessuale in Italia è terreno di conquista per chi ne nega l’utilità), la nostra collaboratrice Cristina Valsecchi ha vinto il premio SWIM - Science Writers in Italy per l’eccellenza nel giornalismo scientifico con questa motivazione: "Per l’impegno nel contrasto alla disinformazione su un tema di grande attualità e rilevanza pubblica come la salute sessuale e riproduttiva, dimostrando rigore nell’indagine, cura nella ricerca di oggettività e chiarezza nell’esposizione". Tutte le nostre congratulazioni a Cristina! Qui maggiori informazioni.
👩🎓C’è tempo fino al 10 settembre per candidarsi per l’edizione 2026-2027 del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste, corso di perfezionamento che forma i comunicatori della scienza. La didattica è aggiornata, interdisciplinare e fortemente orientata alla pratica, con un mix di lezioni frontali, workshop, laboratori creativi e stage in realtà italiane e internazionali. L’approccio formativo mette al centro l’evoluzione del rapporto tra scienza e società, con uno sguardo costante alle frontiere della ricerca. Qui maggiori informazioni.
🏆È stato pubblicato il bando per la seconda edizione del Premio Pietro Greco, un riconoscimento di livello nazionale dedicato alla memoria di uno dei più importanti comunicatori scientifici italiani. Il Premio, del valore di 2.000 euro, è riservato a tesi di laurea magistrale in lingua italiana, discusse nei 18 mesi precedenti la scadenza del bando. Le aree tematiche sono la comunicazione scientifica, la storia della scienza e i risvolti filosofici, sociali e politici della ricerca. Il premio è organizzato e promosso dalla Fondazione Gramsci, in collaborazione con Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, Associazione Nuova Civiltà delle Macchine, Associazione Strisciarossa e SISSA di Trieste con il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico”. Le candidature vanno inviate entro il 30 ottobre 2026. Qui maggiori informazioni.
🗓️Il 18 e il 19 luglio a Bardonecchia e Oulx prosegue il festival Un grado e mezzo - La montagna racconta la crisi climatica, due giorni di appuntamenti, talk, laboratori per bambini e intrattenimento per comprendere il futuro del pianeta partendo dalle nostre montagne. Qui maggiori informazioni.
🗓️ Dal 24 al 27 settembre a Piacenza torna per la sua quarta edizione il Festival del Pensare Contemporaneo, dedicato quest’anno al tema “Attraversiamo. Lasciare/Approdare”, che propone l’attraversamento come gesto che incide e rinnova. Attraverso visioni, dialoghi, lezioni pratiche di pensiero, esplorazioni sul contemporaneo, immersioni, laboratori, arti e sfide stimolanti l’obiettivo è interrogare l’attraversamento come esperienza di trasformazione individuale e collettiva. Qui maggiori informazioni.
🩺È nato un decalogo sull’uso consapevole dell’AI nel campo della salute. Gli strumenti di intelligenza artificiale generativa (come chatGPT, Claude, Gemini) sono sempre più utilizzati dai cittadini come fonte di informazione sulla salute. Per questo è nato il progetto Slow AI, in cui Zadig ha collaborato con Slow Medicine ETS e un gruppo di esperti. Lo scopo è stato definire una posizione che possa orientare sia i cittadini sia i professionisti a utilizzare correttamente l’AI per ottenere informazioni sulla salute, arginandone un utilizzo inappropriato.
Le tre sezioni del progetto miravano a valutare la capacità di un sistema di intelligenza artificiale generativa di fornire informazioni aderenti alle linee guida, di rispondere correttamente a quesiti di salute posti dai cittadini e volevano avere avere un’idea dell’utilizzo dell’AI su argomenti medici. Il risultato è stato un decalogo, che funge da guida per un uso consapevole dell’intelligenza artificiale generativa. Qui maggiori informazioni.





