Le persone giovani ci guardano
Cronache della ricerca #434
Hanno preso il via da pochi giorni gli Stati generali della giustizia minorile, voluti dall’associazione Antigone, insieme a Defence for Children Italia e Libera. Sei tavoli di lavoro su altrettanti temi per un un percorso partecipato che grazie al lavoro comune di oltre 150 esperti ed esperte produrrà entro il mese di novembre una serie di proposte concrete.
Per anni l’Europa ha considerato come un modello l’approccio italiano alla giustizia per i ragazzi e le ragazze: meno carcere, più educazione, più percorsi di reinserimento. Oggi il corso si è invertito: la detenzione aumenta, cresce il sovraffollamento negli istituti, prevale la sola logica della repressione. Soprattutto prevale un’idea dell’universo giovanile come una parte a sé, con scarsi legami con il mondo degli adulti e avviato a un proprio percorso di imbarbarimento cui noi, gli adulti, dobbiamo rispondere con misure più severe e rigorose. Il disagio giovanile ottiene punizione, si richiede l’abbassamento dell’età imputabile, si prevede di rinchiudere i minorenni con gli adulti in risposta all’affollamento degli istituti di pena.
Al contrario, dobbiamo interrogarci su quale possa essere la risposta penale più adeguata per le persone minorenni, magari immaginando un sistema sanzionatorio diversificato, o addirittura un codice penale differente per i non adulti e recuperando le misure alternative come la “messa alla prova” o i percorsi rieducativi e inclusivi.
Dobbiamo deciderci a riconoscere che le persone giovani ci guardano, assimilano i comportamenti degli adulti, ne fanno modelli, magari parodie, ma non inventano dal nulla i comportamenti che poi ci troviamo a censurare.
Una drammatica conferma ci arriva dall’omicidio di Bakari Sako, il 35enne maliano ucciso nell’alba di sabato a Taranto mentre stava andando a lavorare. La cronaca ci dice che è stato un gruppo di minorenni a inseguirlo, picchiarlo e infine colpirlo a morte, ma ci dice anche che il barista a cui aveva chiesto aiuto lo ha respinto senza chiamare la polizia. E ci dice che un adulto si è aggiunto ai ragazzi nel colpirlo. Le persone giovani ci guardano, dobbiamo cominciare a vederle a nostra volta.
WEBINAR Live 15 maggio h.17 - Il sistema di correnti atlantiche AMOC potrebbe spegnersi?
L’AMOC è un sistema cruciale di correnti oceaniche dell’Atlantico che trasporta acqua calda superficiale dai tropici verso l’Europa settentrionale e riporta acqua fredda e profonda verso sud, contribuendo alla regolazione del clima globale e mitigando le temperature europee. Secondo alcuni modelli climatici, questo sistema è messo a rischio dal riscaldamento globale.
Luca Carra intervista la climatologa e oceanografa Katinka Bellomo, professoressa all’Università di Padova, per farci aiutare a capire natura e importanza della Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), e la plausibilità di un suo collasso a causa del cambiamento climatico.
Ti aspettiamo al webinar in streaming online sul sito e sul canale YouTube di Scienza in rete, con la possibilità di intervenire con domande e commenti in diretta.
La ricerca e l’innovazione dell’IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni secondo Giorgio Parisi
L’intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo ha affermato il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno Ricerca e democrazia nell’epoca delle Big Tech organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma. Il dossier presentato dall’associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l’ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Ne scrive Luca Carra.
Hantavirus e piano pandemico: siamo davvero pronti?
A fronte dell’allarme internazionale per il focolaio di hantavirus segnalato dall’Oms, torna inevitabile una domanda rimasta sospesa dopo il Covid-19: il Servizio sanitario nazionale sarebbe oggi davvero pronto ad affrontare una nuova emergenza pandemica? Sono diversi gli elementi che portano a ritenere ancora fragile il bilancio delle riforme post-pandemia. Le carenze di personale, per esempio, e anche i ritardi nell’attuazione del PNRR e i pronto soccorso in crisi.
Insomma, resta il dubbio che il SSN non abbia ancora imparato fino in fondo la lezione del 2020.
Ne scrive Claudio Maffei, medico ed esperto di sistemi sanitari.
Rinnovabili: usarle e produrle conviene
Nel Regno Unito, la forte crescita di eolico e solare durante la guerra in Iran ha permesso di ridurre l’importazione di gas e contenere i costi energetici.
E gli investitori, come scrive il Financial Times, hanno capito che la transizione conviene anche solo dal punto di vista economico: fondi per le rinnovabili, come il colosso dell’eolico offshore danese Ørsted, hanno visto le proprie azioni impennarsi del 37% dall'inizio dell'anno.
Emergono però anche i limiti del sistema europeo, che continua a legare il prezzo dell’elettricità a quello del gas: il meccanismo da un lato conviene ai produttori di rinnovabili, dall'altro pesa sui consumatori.
Ne scrive Jacopo Mengarelli.
L’essenzialità dell’inutile
Perché il nostro organismo produce miliardi di anticorpi apparentemente inutili? Per prepararsi a minacce che ancora non conosce.
Da questa considerazione biologica, Roberto Sitia, medico e professore alla Libera Università Vita-Salute San Raffaele, propone una riflessione sul valore della cultura, della ricerca e del sapere “senza applicazione immediata”.
In un’epoca dominata dall’utilità e dal profitto rapido, investire in conoscenza significa costruire le difese del futuro: perché le crisi più decisive sono spesso quelle che non sappiamo ancora immaginare.
La medicina afflitta da rigidità cognitiva, a cinquant’anni dalla nascita di Medicina Democratica
Nei giorni 15 e 16 maggio di cinquant’anni fa, a Bologna, si tenne il primo congresso nazionale di “Medicina democratica”, atto fondativo del movimento creato da Giulio Alfredo Maccacaro. Al centro dell’azione culturale e politica c’era il tema dei rapporti tra medicina e potere, oggetto di discussione nel mondo politico e tra gli intellettuali della sinistra occidentale da oltre un decennio. Il nuovo libro di Domenico Ribatti, Medicina e potere (Carocci 2026), racconta la storia di come la crisi di legittimità politica attraversata dalla medicina occidentale nei decenni intorno al 1976 abbia prodotto una risposta epistemologica in qualche modo epocale, e di come quella risposta, pur risolvendo il problema che aveva di fronte, non abbia superato i problemi di fondo. E forse ha generato, a sua volta, una rigidità che la medicina oggi fatica a smaltire. La recensione è di Gilberto Corbellini.
Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione
Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica. La seconda considerazione è che gran parte delle metriche d’impatto per produrre tecnologie rinnovabili oggi riportano un quantitativo di emissioni di gas serra sul ciclo di vita destinato necessariamente a scendere, via via che la transizione procederà. La transizione ecologica e digitale, è vero, dipende da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali: ma il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, e che questa varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista. Jacopo Mengarelli lo ha letto per noi.
Domestici (is back): #14 Se non avessi un cane, prenderei un ratto
Tante persone lo considerano “semplice” (e sporco). Forse il problema del ratto è il marketing, perché è in realtà una specie con abilità socio-cognitive molto sofisticate (e non è sporco). Come racconta Claudio, che ne ha avuti due: «All’inizio mia madre era decisamente schifata ma, tempo una settimana, la trovavo a parlare con loro, mentre mio padre gli cucinava apposta il couscous». In cambio, i due coinquilini andavano a recuperare e restituire le monete rotolate sotto i mobili.
Di questo si occupa la nuova puntata di “Domestici (is back)”, una rubrica dedicata agli animali che vivono con noi, osservati con gli strumenti della scienza per capirli meglio, curata da Anna Romano.
Iscriviti o seguila su Substack, e facci sapere se ci sono argomenti e temi che vorresti approfondire.
Segnalazioni & Appuntamenti
🎙️Giovedì 21 maggio alle 17 webinar in diretta sul sito di Scienza in rete sull’uso e abuso di dati quando si parla di medicina, salute e nutrizione. Se notiamo una correlazione tra due fenomeni, immaginiamo subito che debba esserci tra loro un rapporto di causa-effetto: ma talvolta il legame è solo un inganno della nostra mente. Devis Bellucci se ne occupa nel recente saggio Dati alla mano (Bollati Boringhieri) di cui discuterà con Eva Benelli. Ti aspettiamo sul sito e sul canale YouTube di Scienza in rete, con la possibilità di intervenire con domande e commenti in diretta.
🗓️ Il 16 e 17 maggio a Milano, presso l’Università degli Studi in via Festa del Perdono 7 e in diversi luoghi nella città torna Il Medioevo di UniMi: la vita, la cultura, la società, la storia del Medioevo con conferenze, letture dal vivo, giochi, degustazioni, podcast, lavori degli studenti delle scuole, visite guidate, performance, mostre, simulazioni di scene di vita medievale, e molto altro. Qui maggiori informazioni.
🗓️ Il 15, 22 e 29 maggio a Cividale, festival scientifico Maggio Scienza per tutti, dedicato a Linguaggio, Comunicazione, Disinformazione e Manipolazione - Opportunità e rischi al tempo dell’Intelligenza artificiale. In particolare venerdì 29 maggio alle ore 19 Luca Carra parla di Come cambia il giornalismo ai tempi dell’intelligenza artificiale, introdotto da Maria Cristina Novelli e Lucia Aviani. Qui maggiori informazioni.
🗓️ Il 4 giugno a Brescia dalle 13.45 presso l’ATS Brescia - Sala Venturini, Viale Duca degli Abruzzi, 15 si tiene il convegno Sostenibilità nel sistema sanitario - 2° puntata. I rappresentanti della Rete sanitaria bresciana per la sostenibilità ambientale, alleanza nata per rendere il sistema sanitario più attento alle esigenze del pianeta, illustrano i traguardi conseguiti dagli 11 gruppi di lavoro tematici che compongono la rete, con la presenza di relatori d'eccezione rispetto ai temi trattati. Modera i lavori Luca Carra. Qui maggiori informazioni. Qui puoi iscriverti al convegno (entro il 26 maggio).
👷♀️Chiudono il 22 maggio le iscrizioni al corso Gestione dei rischi naturali e il ruolo della protezione civile tenuto dalla istituito da Fondazione Unibs in collaborazione con Università degli Studi di Brescia - School of Management and Advanced Education (SMAE). Il corso intende fornire una preparazione sulla conoscenza dei fenomeni di rischio, sui contenuti dei piani, sulle procedure di gestione dell’emergenza e sui processi di coinvolgimento delle comunità locali in attività di prevenzione, preparazione ed emergenza. Qui maggiori informazioni.
🔬 Nell’ultimo articolo curato da Zadig per IIT, Natalia Milazzo ha intervistato lo scienziato Angelo Forli. A partire dall’interesse rivolto ai sistemi complessi, Forli, di formazione fisico, si è specializzato in neurobiologia e ha sviluppato ricerche sul cervello, in particolare sulle funzioni di memoria spaziale e sociale localizzate nell’ippocampo. Dopo sei anni di attività all’Università di Berkeley ha scelto di tornare in Italia, dove grazie a diversi grant prestigiosi ha avviato un laboratorio di ricerca all’IIT, che segue principalmente due linee: capire i meccanismi neurali che permettono al cervello di generare comportamenti flessibili, con particolare attenzione ai circuiti dell’ippocampo, e studiare l’intelligenza rigenerativa. Un’area di ricerca, quest’ultima, molto nuova, che punta a capire come il sistema nervoso si riorganizza durante la rigenerazione, sfruttando la capacità di alcuni organismi di ricostruire tessuti complessi e interi organi. Qui puoi leggere l’articolo.





